Archive for the ‘MASSIME CASSAZIONE’ Category

MASSIMA CASSAZIONE SS.UU. – FERMO AMMINISTRATIVO: Competenza per materia del Tribunale per crediti non tributari. SENTENZA 20931 12.10.11

martedì, ottobre 25th, 2011
COMPETENZA – COMPETENZA PER MATERIA – IMPUGNAZIONE DEL PROVVEDIMENTO DI FERMO AMMINISTRATIVO – RELATIVO A CREDITI DI NATURA NON TRIBUTARIA – COMPETENZA DEL TRIBUNALE

 

Le Sezioni Unite hanno ritenuto che nel caso in cui sia impugnato un provvedimento di fermo amministrativo (o anche un semplice “preavviso) relativo a crediti non di natura tributaria sia competente, ratione materiae, sempre il tribunale, in virtù della natura esecutiva del provvedimento in discussione.
 
Testo Completo: Sentenza n. 20931 del 12 ottobre 2011

(Sezioni Unite Civili, Presidente P. Vittoria, Relatore M. D’Alonzo)

Corte di Cassazione, 20 luglio 2011 n. 15720:Il proprietario dell’animale che morde un minore è responsabile del fatto anche se il bambino viene morso in un giardino privato

sabato, ottobre 22nd, 2011

Corte di Cassazione, 20 luglio 2011 n. 15720

Il proprietario dell’animale che morde un minore è responsabile del fatto anche se il bambino viene morso in un giardino privato: la Circostanzache l’aggressione sia avvenuta all’interno di un giardino di proprietà di un terzo non può essere considerata caso fortuito.

Corte di Cassazione, 21 luglio 2011 n. 15991: MEDICI E RESPONSABILITA’

sabato, ottobre 22nd, 2011

Corte di Cassazione, 21 luglio 2011 n. 15991

Qualora la produzione di un evento dannoso (nella specie una gravissima patologia neonatale, concretatasi in una invalidità permanente del 100%) possa apparire riconducibile, sotto il profilo eziologico, alla concomitanza della condotta del sanitario e del fattore naturale rappresentato dalla pregressa situazione patologica del danneggiato non legata all’anzidetta condotta da un nesso di dipendenza causale, il giudice, accertata – sul piano della causalità materiale – l’efficienza eziologica della condotta rispetto all’evento, in applicazione della regola di cui all’art. 41 c.p., così ascrivendo l’evento di danno interamente all’autore della condotta illecita, può poi procedere, eventualmente anche con criteri equitativi, alla valutazione della diversa efficienza delle varie concause sul piano della causalità giuridica onde ascrivere all’autore della condotta, responsabile “tout court” sul piano della causalità materiale, un obbligo risarcitorio che non ricomprenda anche le conseguenze dannose non riconducibili eziologicamente all’evento di danno bensì alla pregressa situazione patologica del danneggiato (da intendersi come fortuito).

 

Corte di Cassazione, 21 luglio 2011 n. 15993: MEDICI E RESPONSABILITA’

sabato, ottobre 22nd, 2011

Corte di Cassazione, 21 luglio 2011 n. 15993

In tema di rapporti fra paziente e medico, una volta dimostrato il contratto o il contatto sociale e l’insorgenza o l’aggravamento della patologia, con l’allegazione di inadempienze specifiche idonee a provocarli, grava sulla controparte dimostrare che l’inadempimento non vi è stato o che non ha determinato il danno lamentato: o sforzo probatorio dell’attore può dunque non spingersi oltre la deduzione di qualificate inadempienze in tesi idonee a porsi come causa o concausa del danno, restando poi a carico del convenuto l’onere di dimostrare che nessun rimprovero di scarsa diligenza o di imperizia può essergli mosso o che l’inesatto adempimento non ha avuto alcuna incidenza causale sulla produzione del danno.

Corte di Cassazione, n. 26657/11:A nulla serve rivendicare di avere la precedenza se viene provato che non si è stati prudenti alla guida: è necessario accertare il comportamento tenuto dagli automobilisti per verificare se in esso siano ravvisabili profili di colpa

sabato, ottobre 22nd, 2011

Corte di Cassazione, n. 26657/11

A nulla serve rivendicare di avere la precedenza se viene provato che non si è stati prudenti alla guida: è necessario accertare il comportamento tenuto dagli automobilisti per verificare se in esso siano ravvisabili profili di colpa.

Corte di Cassazione, 9 agosto 2011 n. 17127:Potendo la caparra essere costituita anche mediante consegna di assegno bancario, incorre in comportamento contrario a correttezza e buona fede il prenditore che, accettato l’assegno, non lo ponga all’incasso

sabato, ottobre 22nd, 2011

Corte di Cassazione, 9 agosto 2011 n. 17127

Potendo la caparra essere costituita anche mediante consegna di assegno bancario, incorre in comportamento contrario a correttezza e buona fede il prenditore che, accettato l’assegno, non lo ponga all’incasso, con la conseguenza che insorgono a suo carico gli obblighi propri della caparra e, dunque, quello della restituzione del doppio nel caso di inadempienza all’obbligazione cui la caparra stessa si riferisce.

Corte di Cassazione, 29 agosto 2011 n. 17707:La vendita di immobile destinato ad abitazione, privo del certificato di abitabilità configura un’ipotesi di vendita di aliud pro alio, legittima l’acquirente a domandare il risarcimento dei danni, per la ridotta commerciabilità del bene.

sabato, ottobre 22nd, 2011

Corte di Cassazione, 29 agosto 2011 n. 17707

La vendita di immobile destinato ad abitazione, privo del certificato di abitabilità, incidendo sull’attitudine del bene compravenduto ad assolvere la sua funzione economico-sociale, si risolve nella mancanza di un requisito giuridico essenziale ai fine del legittimo godimento del bene e della sua commerciabilità e, configurando un’ipotesi di vendita di aliud pro alio, legittima l’acquirente a domandare il risarcimento dei danni, per la ridotta commerciabilità  del bene.

Corte di Cassazione, n. 16914/11:In materia di condominio l’elencazione dettagliata dei beni che si presumono di proprietà comune, contenta nell’art. 1117 del codice civile (parti comuni dell’edificio), non può considerarsi tassativa ma meramente esemplificativa

sabato, ottobre 22nd, 2011

Corte di Cassazione, n. 16914/11

In materia di condominio l’elencazione dettagliata dei beni che si presumono di proprietà comune, contenta nell’art. 1117 del codice civile (parti comuni dell’edificio), non può considerarsi tassativa ma meramente esemplificativa. il diritto di condominio sulle parti comuni dell’edificio “ha il suo fondamento nel fatto che tali parti siano necessarie per l’esistenza dell’edificio stesso, ovvero che siano permanentemente destinate all’uso o al godimento comune”: per questo la presunzione di comproprietà posta dall’art. 1117 c.c. può essere superata se la cosa, per obiettive caratteristiche strutturali, serve in modo esclusivo all’uso o al godimento di una parte dell’immobile. In tal caso viene meno il presupposto per il riconoscimento di una contitolarità necessaria, giacchè la destinazione particolare del bene prevale sull’attribuzione legale, alla stessa stregua del titolo contrario.

 

Corte di Cassazione, 20 luglio 2011 n. 28927:Una veranda è da considerarsi, in senso tecnico-giuridico, un nuovo locale autonomamente utilizzabile e difetta normalmente del carattere di precarietà, trattandosi di opera destinata non a sopperire ad esigenze temporanee

sabato, ottobre 22nd, 2011

Corte di Cassazione, 20 luglio 2011 n. 28927

Una veranda è da considerarsi, in senso tecnico-giuridico, un nuovo locale autonomamente utilizzabile e difetta normalmente del carattere di precarietà, trattandosi di opera destinata non a sopperire ad esigenze temporanee e contingenti con la sua successiva rimozione, ma a durare nel tempo, ampliando così il godimento dell’immobile.